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ATTIVITA' NELLE VICINANZE DEL SANTUARIO
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La storia
Sulla vallata del fiume Conca, aggrappato al fianco del monte Auto, sorge Mnotefiore Conca. A ponente del paese si apre una via che conduce in ripida discesa al Santuario. Qui in passato viveva un eremita, Bonora Ondidei, che aveva fatto dipingere a tempera, su una parete della sua casa, un'immagine sacra: la Madonna che allatta il Bambino. Quando l'eremità morì la sua casa fu presa in eredità dai Terziari francescani (1409), ai quali succedettero, nel 1653, le monache del Sacro Cuore. La chiesetta che era sorta nel frattempo venne chiusa durante la rivoluzione francese. Ma nel 1833 fatti prodigiosi risvegliarono l'antica devozione. La Chiesa, sorta sulla ex cella, fu ampliata e divenne un Santuario. Alla fine del '800 passò a clero diocesano. Nel 1944 divenne seminario di guerra della diocesi di Rimini, nel 1960 villa estiva del seminario e dal 1970 Casa di ospitalità per gruppi ecclesiali.
Il Santuario
Il Santuario, a tre navate, presenta affreschi, marmi, stucchi, ori, soffitti a cassettoni e una cupola dorata. La dolce immagine della Madre della Divina Grazia è un affresco di scuola giottesca riminese del secolo XIV. Sugli altari vi sono tele del 1600 e 1700 e sono presenti anche tavole in pitture naif e centinaia di quadri votivi. Il 16 maggio 1926 il cardinale patriarca di Venezia, Pietro La Fontaine, incoronò solennemente la sacra immagine. Quindici cappelline, dedicate ai misteri del Rosario, sorgono lungo la "via sacra" che conduce al mistico luogo. Qui si trova inoltre un presepio artistico permamente in legno.